Nuovo strumento per le opzioni binarie: Stockpair propone le KIKO

Nuovo strumento per le opzioni binarie: Stockpair propone le KIKO

 

 

23 Marzo2016

Non è una sorpresa il crescente successo che stanno ottenendo le opzioni binarie nel mondo del trading on-line. Nell’ultimo anno si è cercato di rendere questo “mezzo per investire” sempre più intuitivo ed interessante e molte sono state le idee partorite a tale scopo.

Si sono affiancati alle classiche opzioni binarie Alto/Basso, altri strumenti come “tocca/non tocca”, “60 secondi”, “intervallo”, “coppie” …

Il broker di opzioni binarie Stockpair è stato il primo ad aver introdotto la novità delle opzioni KIKO come nuovo strumento da fornire ai suoi trader.

La sigla sta per knock-in-knock e il suo funzionamento è analogo alle opzioni intervallo.

Questo  nuovo strumento nel mondo delle opzioni binarie  permette di fare un investimento cercando di prevedere quale dei due prezzi obiettivo verrà raggiunto per prima (“up” o “down”). Ciò che rende diverse le opzioni KIKO dalle classiche è la scadenza: non c’è nessun limite di tempo da impostare!

Dunque per aprire una posizione con le opzioni Kiko bisognerà:

  • scegliere l’asset su cui si vuole investire;
  • impostare la differenza tra la barriera superiore (livello UP) e quella inferiore (livello DOWN), maggiore è la differenza impostata, maggiore sarà il tempo che il prezzo può impiegare per raggiungere uno dei due livelli target;
  • aspettare che una delle due barriere di livello venga toccata.

I possibili esiti saranno:

  • Investimento vinto, se il prezzo raggiunge per primo il livello su cui abbiamo puntato (knock-in)
  • Investimento perso, se il prezzo raggiunge per primo il livello opposto a quello su cui abbiamo puntato (knock-out)

Le modalità di profitto/perdita sono le stesse che valgono per gli altri strumenti finanziari:

  • se l’investimento è vinto, si ottiene un profitto espresso nella percentuale riportata dal broker al momento dell’investimento (es. investiamo € 100 con percentuale di guadagno del 70%, se l’investimento si chiude in positivo avremo guadagnato € 100 + 70€ )
  • se l’investimento è perso, l’intera somma investita si perde.

Tra gli aspetti positivi di questo strumento, semplice e veloce da utilizzare:

  • nessuna leva finanziaria;
  • nessuna commissione;
  • alti rendimenti;
  • nessuno stress derivante dalla scadenza.

 

 

 

 

 


 

BitCoin: il successo della moneta virtuale

BitCoin: il successo della moneta virtuale

 

 

22 Marzo 2016

Si sente  ormai parlare molto spesso di “BitCoin” nel mondo delle opzioni binarie e del trading on-line in generale.

Ma cosa sono i Bitcoin?

I Bitcoin sono una criptovaluta, ovvero una moneta digitale che però può essere sfruttata per comprare anche oggetti reali (non solo virtuali).

Inventata nel 2009 da Satashi Nakamoto, questo asset  nel trading è molto gettonato come investimento  per la sua alta volatilità e fluttuazione: nel 2012 un bitcoin valeva 2$, adesso ne vale oltre 170$.

I bitcoin vengono scambiati e generati tramite il sistema peer-to-peer ma la loro quantità non è infinita anzi, è stato stabilita che la quantità massima che può essere disponibile è di 21 milioni di unità. Ad oggi si è giunti a più della metà di unità che circolano.

Come si ottengono i Bitcoin?

Il processo non è difficile, ma è comunque abbastanza delicato. Il primo passo è aprirsi un “portafoglio virtuale” ovvero il cosiddetto wallet tramite il download di un client. Una volta ottenuto il portafoglio, aprendolo comparirà un codice di 34 caratteri alfanumerici, questo è il vostro indirizzo bitcoin anche detto “Bitcoin address”.

Adesso hai un codice bitcoin (address) che ti genera bitcoin che vanno a finire nel tuo portafoglio. Ma in che modo avviene questo trasferimento?

Generare bitcoin per riempire il proprio portafoglio è detto fare “mining”:

-ci si iscrive ad un Pool , un gruppo a cui bisogna cedere parte delle risorse del proprio pc per risolvere delle crittografie.  Su wiki pool  puoi trovare i più diffusi con specificate le commissioni da loro previste;

-si crea un account personale associato al Pool;

-si scarica un programma in Java;

-vengono eseguite le crittografie del proprio pc da parte del Pool;

-ogni soluzione delle crittografie fa conferire dal Pool all’utente un pacchetto di 50 Bitcoin;

- il pacchetto viene suddiviso tra i membri del Pool a seconda del contributo di risorse concesso.

Oppure si possono scaricare i Bitcoin direttamente online senza dover avviare nessun programma alternativo, questo direttamente da bitcoin plus  che sfrutta la potenza di calcolo della CPU risultando quindi piuttosto limitato come sistema alternativo.

I bitcoin sono uno degli asset più investiti nelle opzioni binarie perché  soggetti a una forte volatilità del mercato ma non tutti i broker ne dispongono; al momento è possibile trovarlo in 24 option (nella coppia bitcoin/dollaro con la sigla Btc/Usd), option web, optionfair e topoption

 

 

 


 

Second hand economy: l’usato è un valore per l’economia italiana

Second hand economy: l’usato è un valore per l’economia italiana 

 

 

21 Marzo 2016

Secondo una ricerca svolta su Subito, uno dei più grandi portali della compravendita di oggetti usati, l’economia dell’usato nel nostro paese interessa il 50% della popolazione sotto i 45 anni con un giro d’affari di 18 miliardi di euro.  Questo successo iniziato in primis a causa della profonda crisi economica italiana, queste cifre, sono rese possibili grazie all’uso di internet.Internet è il canale che tramite le vendite online frutta  il 38% dell’intero volume d’affari. Non stupiamoci dunque se vediamo coinvolti in questo nuovo modo di fare economia i giovani, più all’avanguardia con le nuove tendenze tecnologiche.

La cifra di 18 miliardi di euro rappresenta in Italia l’1% del PIL del paese. Molti richiedono dunque delle legislazioni che regolino questa economia del riciclo.

In Italia, il successo dell’usato, si è diffuso non solo tramite internet ma anche con i negozietti e i mercatini dell’usato nati nelle varie città. Non è detto però che chi voglia cercare qualcosa di usato (o “vintage” come si definisce qualcosa di vecchio nel campo della moda) debba andare alla ricerca di negozi decaduti, poco puliti o poco eleganti. A Milano è stato aperto il sesto negozio di una vera e propria catena di abbigliamento usato, simbolo che questa “second hand economy” si sta affermando.

A prova di tale successo si erge anche la Rete operatori nazionali dell’usato che chiede al governo italiano più libertà nell’attuazione della politica del riciclo e vede, nella persona di Antio Conti suo portavoce, la possibilità per l’Italia di essere inserita nella green economy.

La strada per regolamentare il commercio dell’usato vede molte opposizione e la figura del commerciante dell’usato non ottiene ancora nessun riconoscimento. La paura più grande del nostro Paese è che questa economia favorisca l’aumento del lavoro in nero e perciò l’usato rimane ancora un’economia sottostante a quella del “nuovo”.