Azioni Europee in positivo dopo 4 giorni di negatività; l’olio continua in ripresa

Azioni Europee in positivo dopo 4 giorni di negatività; l’olio continua in ripresa

 

 

5 Maggio 2016

Le azioni del mercato Europeo si risollevano per la prima volta dopo cinque sessioni consecutive in questa giornata di giovedì 5 maggio, con ottimismo e la ripresa continua dei prezzi dell’oro che sovrastano le preoccupazioni riguardo un rallentamento del settore dei servizi in Cina (seconda potenza economica mondiale)

I’indice Stoxx Europe 600 con la sua sigla SXXP dal -1.12% si riprende dello 0.2 e arriva a 332.30, risollevandosi da uno dei più bassi livelli di chiusura registrati il mercoledì del 7 aprile.

I volumi di trading sarebbero dovuti calare, causa vacanze delle banche, per il giorno dell’Ascensione in Germania e Francia “il che  di solito risulta invece aumentare i livelli di volatilità”, ha affermato Craig Erlam, analista senior del mercato, in una nota all’ Oanda.

I mercati francesi e tedeschi sono rimasti aperti invece per l’attività di trading. Chiusi invece gli scambi in Austria, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia.

Spinta dell’olio: giornata positive per I prezzi dell’olio con il West Texas Intermediate CLM6 che ha guadagnato il +3.13% arrivando a $45.05/b e il Brent con il +2.42 toccando i $45.63.

La spinta si è verificata nella giornata di ieri pomeriggio a seguito della notizia che “gli incendi Canadesi stanno divampando come risultato della produzione delle sabbie bituminose” ha affermato l’analista Richard Perry agli Hantec markets.

Indici: Dax della Germania +0.25% con un profitto dello 0.2% arrivando a 9,844.31, CAC della Francia con +0.9% fino al 4,327.82 e FTSE 100 del Regno Unito con +0.43% salendo dello 0.4% ed arrivando al 6,135.77.

Valute: in generale la situazione è positiva per il dollaro canadese, australiano e neozelandese; il dollaro americano invece perde punti e continua il trend affermato già nella prima metà della settimana.

 

 

 

 


 

Segnali di entrata a mercato: bande di Bollinger

Segnali di entrata a mercato: bande di Bollinger

 

 

04 Maggio 2016

Nel nostro dizionario on-line tra i termini più comunemente utilizzati nel trading (sia nel campo forex che in quello delle opzioni binarie) ritroviamo quello di “bande di Bollinger”.

 Cosa sono, come è possibile sfruttarle al meglio e perché soprattutto sono così largamente diffuse tra gli analisti tecnici? Oggi proveremo a darvi le risposte a questi quesiti.

Le bande di Bollinger sono così chiamate per due motivi:

  • Bollinger :perché riprendono il nome del loro inventore John Bollinger che ha sfruttato come punto di partenze le analisi condotte dal ricercatore Hurst che poneva delle “buste di negoziazione” attorno all’attuale prezzo del mercato; le buste avevano una percentuale fissa che oscillava tra il 3 ed il 4% e permetteva di presentare ottime opportunità di trading;
  • Bande: per la rappresentazione su grafico assunta.

In breve potremmo semplificare la definizione delle bande di Bollinger dicendo che sono un indicatore che individua fasi di espansione o contrazione della volatilità, segnalando possibili ottime entrate a mercato.

Nello specifico questo indicatore, come accennato sopra, è formato da tre linee curve dette appunto bande:

  • La banda centrale rappresenta la media mobile che di default è impostata con valore 20 (un periodo che ricopre un intero mese di trading)
  • La banda superiore
  • La banda inferiore

Le due bande (superiore ed inferiore) si mantengono equidistanti da quella centrale in casi normale, quando la distanza viene a restringersi è perché si sta presentando una situazione  di aumento della volatilità che è meglio tenere d’occhio.

L’analisi condotta con le bande di Bollinger ha come principio fondamentale l’oscillazione del prezzo quando questo supera una delle due bande:

  • Se il prezzo supera la banda superiore e vi rientra, siamo di fronte ad una situazione di ipercomprato con segnale di vendita: il prezzo è salito velocemente per poi subire invece un successivo rallentamento;
  • Se il prezzo supera la banda inferiore e vi rientra, siamo di fronte invece ad una situazione di ipervenduto con segnale di acquisto: cioè il prezzo è calato talmente bruscamente che o ha invertito il trend o si è comunque arrestato.    

Più comunemente le due bande vengono associate a dei livelli di supporto/resistenza poiché il prezzo, una volta che le supera, tende sempre a ritornare dentro verso la banda centrale:

  • banda superiore come se fosse una resistenza
  • banda inferiore come se fosse un supporto

Altre nozioni su come interpretare le bande di Bollinger sono:

  • Se la candela chiude fuori le bande appena superate, è segno di una continuazione della direzione appena presa
  • Se la candela inverte direzione prima di chiudersi, è segno che punterà alla banda opposta prima di trovare un altro supporto/resistenza
  • I prezzi possono “seguire” le bande, ovvero rimanere tra il superamento della banda e la situazione normale e questo non bisogna interpretarlo come un segnale di entrata a mercato.

Il trader per meglio sfruttare le bande di Bollinger deve:

  • impostare un diverso periodo della banda centrale (che ne rappresenta la media) che da 20 si dovrà ridurre ad un periodo molto più corto in modo da ottenere segnali di entrata più che attendibili;
  • lavorare su periodi di scadenza brevi
  • associare alle bande di bollinger altri indicatori che ne confermino l’analisi come MACD o Stocastico.

 

 

 

 

 


 

Uno sguardo economico: il dollaro scende, l’interesse è per le materie prime.

Uno sguardo economico: il dollaro scende, l’interesse è per le materie prime

 

 

03 Maggio 2016

Come preannunciato già nell’articolo di ieri sull’oro parlando della sua ripresa, il mondo delle commodities torna a risplendere e non solo di luce propria. A permette quest’inversione di marcia c’è in primis la caduta del dollaro di cui invece, ottimisticamente, se ne sperava una ripresa improvvisa. L’interesse per le materie prime ritorna alla grande incentrando su di sè il +18%, percentuale che non si sperava si potesse raggiungere dopo che a gennaio del 2016 si è sfiorato uno dei peggiori minimi mai avuti negli ultimi cinque anni.

A farne da protagonisti sono l’oro e l’argento che si sono dati il cambio in questo primo quadrimestre del 2016; siamo partiti da un oro che nel primo trimestre, fino ad inizio aprile, ha fatto da protagonista assoluto cedendo il posto all’argento gradualmente e totalmente già all’inizio di aprile quando l’argento, salito del +16%, ha stabilito un rapporto oro/argento da 80 a quota 72.

Una delle ragioni fondamentali della ripresa di questo settore ormai considerato sfavorito sarebbe “la diminuzione dell’offerta delle materie prime e , di conseguenza, si è stimolata nuovamente l’offerta” secondo quando affermato da Ole Hansen, Capo del Commodoty Strategy di Saxo Bank.

Analizzando i dati è risultato decisivo anche il movimento registrato nel mese marzo/aprile da un numero rilevante di investitori cinesi che ha puntato su ferro/carbone/cotone, materie molto volatili ed instabili. Gli investitori spinti dalla necessità di smaltire eccessi di liquidità probabilmente si sono subito dati una calmata, ma sono comunque stati un tassello per la spinta della ripresa dei metalli preziosi.

Anche il greggio, a fronte di un dollaro sempre più debole, si è ripreso toccando dei nuovi massimi: il WTI è arrivato finalmente a rompere i $45/b, mentre il Brent ha toccato i $50/b. Nonostante la ripresa del greggio Holsen consiglia di non cercare segnali  ribassisti e di non andare contro-trend; bisognerà aspettare qualche giorno per essere certi della validità dei nuovi trend in corso.