Volatilità dei mercati: ATR per misurarla

Volatilità dei mercati: ATR per misurarla

 

 

28 Aprile 2016

Tra gli indicatori menzionati nel nostro dizionario on-line sulle opzioni binarie, un approfondimento oggi lo dedicheremo all’ATR.

Che tipo di indicatore è l’ATR, come e perché è così tanto sfruttato nelle opzioni binarie?

Acronimo di  Average True Range questo indicatore statico, sviluppato da J. Welles Wilder,  serve principalmente a misurare la volatilità del mercato.

Nato per operare nei mercati delle commodities dove la volatilità è molto più alta, è un indicatore largamente sfruttato anche nel mondo del forex e delle opzioni binarie dove le occasioni di forte volatilità non sono di certo rare.

La volatilità dei mercati valutari può rappresentare un ostacolo all’attività di trading se il trader non possiede i mezzi tecnici per saperla affrontare. L’ATR è un indicatore di trading che indubbiamente può esser d’aiuto per il trader nel decifrare i movimenti di mercato.

Usando l’ATR ci si aspetta come regola di fondo che più forti sono i movimenti dei prezzi del mercato maggiore sarà l’output registrato dall’indicatore.

Il calcolo per ottenere l’ATR avviene partendo da un periodo di candele che deve definire il trader (di default  è impostato a 14, il consiglio è di non modificarlo) per poi procedere a fare una media con i valori della candela precedente :

  • Differenza tra massimo e minimo della candela corrente
  • Massimo corrente (della giornata) e chiusura della candela precedente
  • Minimo corrente (della giornata) e chiusura della candela precedente     

Tra questi valori di true range  il più alto è l’ATR .

In definitiva l’ATR ci permette di avere una visione del sentiment di mercato cioè della predisposizione degli operatori di mercato alla vendita o all’acquisto perché l’analisi della volatilità del mercato effettuata è circoscritta in un periodo temporale determinato.

Non è un indicatore usato da solo perché pur fornendo informazioni utili sul movimento del mercato, non ne calcola né la direzione, né la tendenza o la durata.

Se l’ATR registra valori bassi è segno che è debole la volatilità del mercato che si sta inoltrando verso una fase laterale e potrebbe vedere da li a poco subire un break out; se l’ATR registra valori alti la volatilità è abbastanza elevata quindi il mercato si trova a seguire un trend forte e consolidato.

Il consiglio dello stesso sviluppatore Wilder è quello di utilizzarlo insieme a strumenti analoghi quali ADX o il CSI in modo tale che in situazioni di fase “incerta” si evita di cadere in errori che potrebbero costare molto.

Guardiamo un esempio di utilizzo dell’ATR in maniera autonoma per capire come leggere il mercato quando c'è una fase di movimento piuttosto chiara.

 

 

Nell’immagine sopra abbiamo usato come coppia di valute di riferimento EUR/USD, timeframe 5 minuti e parametri dell’ATR:

  • Periodi: 14 (lasciamo quello impostato da default)
  • Livello: 0.00030  

Come si nota dall’immagine, l’eur/usd esegue un ciclo abbastanza definito rimbalzando su due supporti (S1 ed S2) ,mantenendo un ATR al di sotto del livello stabilito e con dei rimbalzi aventi un numero di candele al di sotto o quasi pari al periodo da noi fissato. In questa circostanza si andrebbe ALTO non appena il prezzo tocca uno dei due supporti e in caso contrario (in corrispondenza di una resistenza) si andrebbe invece BASSO.

Più indicatori/oscillatori si associano ad un’analisi tecnica condotta con l’ATR, meno è l’errore a cui si potrebbe incorrere.